TESORI RITROVATI

La pittura del ducato estense nel collezionismo privato

Dove: Chiesa di San Carlo,via San Carlo, 5, Modena

Quando: 24 ottobre 1998 - 10 gennaio 1999

Come raggiungere la mostra: la Chiesa di San Carlo si trova in centro a pochi passi dal Duomo e dal Palazzo ducale. Dalla stazione ferroviaria si può raggiungere a piedi in 10 minuti percorrendo corso Vittorio Emanuele e via Farini oppure con l'autobus n°7 fino alla fermata del portico del Collegio. Parcheggi si trovano in piazza Roma e sui viali che circondano il centro storico.

Apertura: Feriali 10.00/13.00 - 15.00/19.00
Sabato e festivi 10.00/19.00 Lunedì chiuso
Ingresso: Intero L. 7.000 Ridotto L. 4.000
Gratuito per i bambini fino ai 12 anni
Hanno diritto alla riduzione i giovani al di sotto dei 18 anni e gli adulti oltre i 60,
i possessori di un biglietto per Modena delle Ferrovie dello Stato e della carta
Amico Treno, Modena Card, i gruppi superiori alle 10 persone
Animazioni: Sabato, Domenica e festivi animazioni per bambini

Visite guidate: (massimo 25 persone) L.100.000; Scuola, Università, Università della TerzaEtà: L. 80.000. A cura di Gaiam: tel. e fax 059/36612

Informazioni: Fondazione Collegio San Carlo - Via San Carlo, 5 - Modena - Tel. 059/421211; fax 059/421260
fsc@mo.nettuno.it www.fondazionesancarlo.it www.comune.modena.it/capitale

Informazioni turistiche: IAT, p.zza Grande, 17 (tel.059/206660; fax 059/206659) - MODENATUR, via Scudari, 8 (tel. 059/206686; fax 059/206688)
Catalogo e bookshop: Federico Motta Editore

La mostra propone quasi settanta opere di artisti emiliani dal Sei all'Ottocento, tra cui dipinti dei Carracci, di Reni e del Guercino, offrono un significativo panorama della pittura del ducato estense. Si tratta di capolavori, in molti casi mai esposti al pubblico, provenienti da trenta collezioni private di Modena e Reggio Emilia e di quadri che appartengono ai principali istituti di credito attivi nelle due province. I dipinti, in gran parte ritratti, scene bibliche e mitologiche di grande effetto decorativo, sono per lo più frutto di acquisizioni recenti e offrono uno spaccato delle attuali raccolte private nei territori che fino al 1859 appartennero al ducato estense. Si tratta di un collezionismo svincolato da quello nobiliare, dissolto a Modena e a Reggio Emilia tra il Sette e l'Ottocento, e orientato nel campo dell'arte emiliana del XVII e del XVIII secolo, che negli ultimi anni ha conosciuto una notevole fortuna critica e di mercato. Muovendosi tra antiquari e grandi aste a livello internazionale, i collezionisti hanno così determinato un'inversione di tendenza: dopo la dispersione delle raccolte antiche, numerosi dipinti finiti all'estero sono rientrati in Italia e, in molti casi, proprio nel luogo di produzione per dare nuovamente lustro alle dimore signorili. Singolare l'allestimento della mostra, che avviene all'interno di una chiesa barocca che già ospita, sugli altari, opere degli artisti in catalogo.

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